A Caboxangue c’è bisogno di opere d’aiuto

Il secondo viaggio in Guinea Bissau lo ho vissuto più profondamente e con maggior attenzione alle cose del primo.

Nei due mesi e mezzo di permanenza, ho incontrato molti missionari, frati e sorelle, molti laici e persone del posto. Vivendo la Missione nella tranquilla Caboxangue, e nei luoghi visitati con i vari viaggi al fianco di P. Gianfranco e P. Joaquim, ho colto nelle persone e nei luoghi molti particolari e sfumature che la prima volta non ho notato.

Nel lavoro che faccio qui in Italia vedo ogni giorno africani e mi chiedo sempre quanto difficile sia la loro integrazione in un mondo completamente diverso e culturalmente lontano dal loro.

La cosa che mi colpisce di più nella gente che si incontra in Guinea Bissau, è la motivazione e la gioia con cui affrontano le difficoltà della vita quotidiana, infatti, spesso, noi vediamo in loro molti difetti ed è proprio questo a farmi continuamente pensare a cosa significhi realmente essere felici. Per molta gente vuol dire trovare ogni giorno un po’ di acqua per dissetarsi.

I volontari che si recano in Guinea Bissau, per offrire la loro opera, sono sempre accolti con gioia da tutta la famiglia dei frati che, oltre al lavoro svolto, apprezzano la calorosa compagnia che spesso portano gli ospiti.

Ho impegnato la maggior parte del mio soggiorno in lavori di manutenzione dei mezzi e delle opere presenti a Caboxangue. I lavori della scuola sono a buon punto e mi auguro che, il prossimo autunno, riescano a lavorarci muratori e volontari senza molti intoppi e che presto quel villaggio possa usare le aule della nuova scuola.

Una cosa molto positiva per la Missione di Caboxangue è l’arrivo di un nuovo frate: P. Joaquim. Per me è stata una bella esperienza incontrare Joaquim, un frate autoctono, e mi ha riempito di gioia sapere che a Caboxangue P. Gianfranco non sarà più solo. Inoltre la speranza che si formino altri frati africani, rimane viva.

Ho avuto anche il piacere di conoscere Frà Ivano, un frate novello che studia al convento di Verona, ha fatto un anno di esperienza missionaria di cui 2 mesi a Caboxangue. Oltre alla personalità gioiosa e attenta, mi ha riempito di gioia la sua vocazione, cosa sempre più rara da seguire per i ragazzi dei giorni nostri.

A Caboxangue, come del resto in tutte le Missioni, c’è sempre bisogno di opere d’aiuto. Lavorare in quel pezzetto d’Africa ed iniziare a conoscere la Guinea Bissau, un territorio povero in tutti i sensi, è un’esperienza molto arricchente, da vivere con il cuore aperto ed essendo pronti ad incontrare quello che non si conosce.

Simone Zoia

(Volontario)


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