Aggiornamento sulla Scuola Sambù di Caboxangue

Ormai è passato un mese dal mio rientro da Caboxangue e dopo il consueto riadattamento alla normalità siamo già in moto con tutta il direttivo per avviare le attività dell’anno 2009. Sono molto soddisfatta perché tutti gli obiettivi operativi sono stati realizzati con grande impegno da parte di tutti i volontari che sono rimasti in Italia o che si sono recati in Guinea Bissau.

La scuola è già funzionante da aprile 2008. Le classi sono state collocate nonostante non fosse finita la struttura poiché gli spazi fino ad allora utilizzati erano inagibili.

Attualmente la scuola Sambu’ accoglie 268 bambini dalla 1^ alla 5^ classe suddivisi in due cicli. Un ciclo frequenta la mattina dalle 8.00 alle 13.00 e un ciclo il pomeriggio dalle 14.00 alle 18.00. A metà mattina e pomeriggio è prevista una pausa per la merenda. Ciascuna classe è composta mediamente da 27/30 bambini. Gli insegnanti sono 4 e sono originari del villaggio di Caboxangue.

Da circa 1 anno è stata assunta una cuoca che provvede a cucinare il riso per tutti i bambini abbinandolo a fagioli e sugo di pomodoro. Inoltre vi è la presenza di una persona che si occupa delle pulizie delle aule e dei bagni.

L’obiettivo del gruppo che è partito a fine 2008 era quello di provvedere alla costruzione della recinzione della scuola, utile per definire il terreno e soprattutto ad evitare che animali o persone disturbino l’attività scolastica. La possibilità di avere uno spazio esterno definito aiuta a ridurre la dispersione e quindi anche a controllare i bambini. La scuola infatti è collocata vicino a quella che potremmo chiamare “strada principale” del villaggio che è molto frequentata.

I volontari sono stati preparati e formati al fine di prendere consapevolezza della necessità di coinvolgere il più possibile la popolazione del villaggio ai lavori tramite il Comitè. Questo parte dalla convinzione che l’aiuto materiale diventa assistenziale se non ci impegniamo ad innescare processi di sviluppo di autonomia e di trasmissione di conoscenza. Pertanto abbiamo incontrato molte volte il Comitè che è il Comitato di gestione della scuola in autogestione Sambù. Costruire un dialogo, ricordare l’impegno volontario del nostro gruppo e del loro e motivare al lavoro è stato uno degli obiettivi più faticosi da raggiungere. E’ stata necessaria una continua contrattazione e chiarezza d’impegni reciproci a cura dei Frati presenti. In particolar modo Frei Joaquim ha impiegato molte energie a comunicare gli intenti e le idee,  ma alla fine ci siamo riusciti. Abbiamo avuto una presenza continua di persone del villaggio che si sono dedicate con passione e gratuitamente al lavoro di costruzione, di preparazione del bitume e di drenaggio della terra. Il Comitè ha provveduto da solo a definire un calendario di presenze e a verificare che fosse rispettato.

Tutto ciò ha permesso quindi che la recinzione potesse essere costruita in tempo minore e ha conseguentemente favorito i volontari che hanno potuto concludere l’intonacatura esterna e la dipintura.

Inoltre è stato possibile collocare un container all’interno della recinzione da utilizzare per la preparazione della “pappa”: così non sarà necessario che i bambini si allontanino dalla scuola.

Altro obiettivo raggiunto è stata anche la preparazione dell’aula professori adibita anche a biblioteca. La biblioteca è nata grazie a Padre Gianfranco che ha procurato i mobili e che per l’acquisto dei libri si è recato personalmente a Lisbona. I volontari del Comitè hanno montato gli armadi e posizionato i libri. Anche questo un piccolo sogno realizzato.

E’ stato inoltre possibile, grazie alla presenza di volontarie dalle “mani d’oro”, preparare e sistemare le tende per le aule al fine di proteggere i bambini durante la lezione dal sole cocente.

Il Comitè, i Frati e soprattutto i bambini hanno espresso il loro ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito a questo lungo ma straordinario progetto. La loro gratitudine va a tutti i volontari che dall’Italia collaborano alle attività per la raccolta di finanziamenti e a tutti i volontari che offrono personalmente il loro contributo vivendo l’esperienza dell’Africa.

Sicuramente, nonostante la scuola sia finita c’è ancora molto da fare. Abbiamo riflettuto con il Comitè sulla necessità di assumere un direttore che governi questa preziosa risorsa. Come Associazione ci siamo impegnati a contribuire per coprire una parte delle spese. Altra questione rimasta in sospeso riguarda la possibilità di fornire una divisa ai bambini: la proposta di Frei Joaquim è di recuperare delle semplici magliette di cotone stampando il logo della scuola. A queste si aggiungono altre idee sono in fase di progettazione. Certo è che abbiamo adottato la Scuola Sambù di Caboxangue e quindi sosterremo la sua vita finchè ci sarà possibile.

Ad oggi tutti i volontari sono rientrati, fortunatamente prima dei tragici eventi accaduti in questi giorni, primo fra tutti il colpo di stato che ha visto la morte del Presidente e del Capo del governo. Segnale che anche in Guinea Bissau si sta muovendo qualcosa.

Concludo portando il mio personale ringraziamento agli straordinari Frati che continuano a testimoniare con la loro vita un dare illimitato, una forza ineguagliabile, un coraggio inimitabile pur nella fatica, nella malattia, nell’isolamento di Caboxangue e nella solitudine che ogni anno tentiamo di riempire con la nostra breve presenza. Certo è che a Caboxangue si respira ogni giorno una presenza sottile e magica che ci abbraccia continuamente e che sostiene le fatiche quotidiane. Li si tocca con mano l’amore di Dio e il suo paterno calore.

Grazie a tutti.

Mariagrazia Salmaso


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