Mostra “Gioca Mondo” a Ceggia

Si è svolta l’inaugurazione della mostra “GIOCA MONDO” e LA SCUOLA SOTTO L’ALBERO il 19 settembre 2015 presso la sala mostre della biblioteca comunale di Ceggia.

Di seguito riportiamo le belle parole dell’assessore alla Cultura Mila Manzatto.

Buongiorno e benvenuti all’inaugurazione della Mostra “GIOCA MONDO” con l’esposizione di fotografie aventi per tema “LA SCUOLA SOTTO L‘ALBERO”, organizzata dall’associazione insieme per l’Africa Onlus e patrocinata dall’Amministrazione comunale di Ceggia.

Due sono, quindi, gli ambiti della mostra: IL GIOCO e, in particolar modo, I GIOCATTOLI, con una sezione riservata agli strumenti musicali, e l’alfabetizzazione scolastica e lavorativa nel Sud del mondo.

Il gioco non è qualcosa che solo i «bambini più fortunati possono permettersi», ma è lo statuto dell’infanzia, nel suo sperimentare originariamente il mondo, per la prima volta. Vedrete scritto in un manifesto della mostra che il diritto al gioco è sancito anche dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e rispettarlo equivale a rispettare il diritto del bambino ad essere tale. Perché il gioco allena l’immaginazione, la creatività, l’abilità manuale, l’ingegno, l’attenzione e anche il linguaggio.

Favorisce una crescita armoniosa, oltre ad avere una funzione strutturante dell’intera personalità.

E’ il linguaggio comune dell’infanzia di tutto il mondo, con dei distiguo, però, imposti dal sistema socio-economico in cui i bambini si trovano per nascita.

Le risposte al bisogno di giocare dei nostri bambini sono di un certo tipo, e qui non mi dilungo in analisi socio-pedagogiche, ma sappiamo cosa vuol dire entrare in un negozio di giocattoli. Oltre all’imbarazzo della scelta, abbiamo davanti l’immagine che gli adulti hanno oggi dei bambini. Il sociologo Roland Barthes scriveva nel 1952 “Che l’ adulto veda il bambino come un altro se stesso, non c’è esempio che lo dimostri meglio del giocattolo. I giocattoli più diffusi sono essenzialmente un microcosmo adulto; sono tutti riproduzioni (industriali) in formato ridotto di oggetti umani”.

Nel Sud del mondo le cose non vanno così: la maggior parte dei bambini gioca con gli scarti per ricomporli a modo proprio e nuovo, dà nomi a stracci che diventano personaggi, ridà vita a rifiuti attraverso una varietà di azioni; rompere, smontare, tagliare, riassemblare in modo “ingenuo”, cioè originale, i propri giocattoli.

Il gioco, però, non sempre equivale al giocattolo; ciò che vedremo esposti sono oggetti e strumenti appositamente costruiti in gran parte dai protagonisti del gioco stesso per essere utilizzati nel corso del gioco infantile, “interpretando ” oggetti della realtà. A questo proposito, un grande poeta francese diceva che proprio perché appaga l’immaginazione, il giocattolo “è la prima iniziazione del bambino all’arte” o la prima realizzazione dell’arte in lui (Baudelaire). E questa mostra è un campionario di piccole opere d’arte.

L’ individuazione e il riutilizzo dei materiali di rifiuto per fare giocattoli è un gioco quanto mai serio, in cui il bambino nel creare “vede come” e nel costruire “fa come”, per uno scopo che noi definiremo inutile (pensiamo alle caratteristiche che devono avere i nostri giocattoli), secondo la nostra logica di Nord del mondo, paradossalmente straordinario produttore di rifiuti in parte riciclabili per essere rigorosamente reintrodotti nel ciclo di consumo.

Nel guardare i tanti oggetti in mostra, più che BELLI dovremmo definirli ASSURDI in quanto contrastano con la nostra logica. Essi hanno un linguaggio, un fascino e una originalità che vanno oltre i modi di qualificare un giocattolo; indubbiamente sono straordinari perché irripetibili per la loro unicità creativa, sconosciuta ai nostri bambini.

Lo stesso vale per la mostra fotografica, il confronto fra sistemi è fuori luogo, ma viene spontaneo; nel contempo non possiamo esimerci dall’osservare l’inventiva che accompagna la quotidiana opera dell’insegnante nell’ alfabetizzare classi di bambini sui cui volti ci sono solo sorrisi.

Ma anche per molti di loro il gioco si fa tragedia, quando vengono sradicati dal loro mondo infantile per essere trasformati in piccoli soldati con un’arma vera in mano.

Ringraziamo l’Associazione “Insieme per l’Africa” e il suo presidente Fiorenzo Giacomel per la promozione di questa importante iniziativa che sicuramente incontrerà la meritata attenzione della cittadinanza e per il coinvolgente incontro dell’11 sttembre scorso con i medici del CUAMM di Padova.

Grazie

Ceggia 19 settembre 2015
L’ Assessore alla Cultura
Mila Manzatto

Mostra Gioca Mondo a Ceggia


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