ci ha scritto in occasione della Santa Pasqua. Riportiamo alcuni passaggi della sua lettera.
"Carissimi amici dell'Associazione Insieme per l'Africa, abbiamo ancora davanti agli occhi la spiaggia di Cutro e le tante altre tragedie che si stanno consumando ogni giorno nel nostro mare. Solo il silenzio riesce a racco-gliere lo sconcerto e l'indignazione per stragi forse evitabili, e insieme la pietas e l'infinito dolore per quei corpi senza vita. Scappano da guerra, terremoto, fame e dittatura. E come per loro così è stato per gli ucraini ed è così da tanti anni per molti giovani africani. … La gente scappa in cerca di pane e sicurezza, di qualche spiraglio di dignità. E, almeno nel continente africano, la quasi totalità della popolazione che si sposta, lo fa dentro il paese nel quale vive e solo una piccola percentuale scappa fuori, fino al Mediterraneo. … Di fronte a queste nuove tragedie africane non possiamo girarci dall'altra parte, queste emergenze, a volte più acute, altre volte più prolungate, devono diventare "casa nostra", terra e sofferenza nostre, gente e vita nostre.
Non possiamo voltare la faccia, come ci ha ricordato Papa Francesco, ... Con tanto affetto.
Don Dante"