Nel 1947, Francesco Canova non si lascia vincere dallo sconforto di ritrovare, dopo 12 anni di servizio in Giordania, un'Italia distrutta dalla devastazione della Seconda guerra mondiale, e proprio su quelle macerie, decide di rimettere in gioco tutta la sua vita e, dopo 3 anni, di fondare il Cuamm.
Sguardo lucido e cuore grande: di questo abbiamo bisogno, anche oggi.
Nella nostra Europa, accogliendo i tanti profughi che cercano vita fuggendo dalla guerra. Ci siamo messi a servizio subito, fornendo una prima assistenza sanitaria ai 63 bambini ucraini orfani ospitati nel Seminario della Chiesa padovana. E poi con un primo team di medici in partenza verso i confini con l'Ucraina per sostenere gli ospedali e i centri sanitari locali, in gravissima difficoltà, in coordinamento con l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
E nella nostra Africa. Non vogliamo e non possiamo dimenticare l'Africa, la responsabilità che abbiamo verso la sua gente. L'Africa continua ad avere bisogno: le mamme continuano a partorire, i bambini si ammalano, il Covid va combattuto.
Con tenacia e ostinazione vogliamo mantenere l'impegno che abbiamo preso, consapevoli che il bene va costruito lì dove ognuno di noi ha la propria responsabilità: vicino, perché siamo europei, e lontano perché siamo "medici con l'Africa".
Grazie a voi che continuate ad aiutarci, sostenendo le nostre scelte e le ragioni del nostro impegno di essere vicini ai più poveri: scelte che, oggi più che mai, ci chiedono lucidità e cuore grande.
Grazie a voi che continuate ad aiutarci, sostenendo le nostre scelte e le ragioni del nostro impegno di essere vicini ai più poveri: scelte che, oggi più che mai, ci chiedono lucidità e cuore grande.
D. Dante
11 marzo 2022.